Sergio Bezzanti

3 January 2007

Innamorarsi di Palermo

Partire da Bologna con nebbia, 2 gradi di temperatura e ritrovarsi a Palermo con quasi 20 gradi, sole e cielo azzurro è già un bell’andare, se poi ci aggiungete il ritorno nella città siciliana dopo dodici anni, ci sta anche un po’ di commozione!
In questa Palermo dai contrasti molto evidenti mi sono di nuovo perso tra le viuzze della Kalsa tentando di ritrovare la chiesa della Madonna dello Spasimo (nella foto); ho riconosciuto le grida dei venditori del mercato del Capo e condiviso la piacevole indolenza (parole sue) con un anziano signore seduti al sole a conversare.
Il momento più bello è stato la ‘gita’ a Monreale per far visita alla bottega di Giosuè Cangemi, il mio maestro mosaicista. Con lui abbiamo esplorato ancora una volta le differenze e le possibili commistioni tra pittura e mosaico e, come sempre generoso, ha dispensato da vero esperto i suoi utili consigli su materiali e tecniche.
Un effetto collaterale di questo soggiorno siciliano – oltre a qualche etto in più dovuto ai dolci cannoli siciliani e agli arancini di riso – è che sono tornato con il ‘mal di Sicilia’. E’ una declinazione del mal d’Africa che mi colpisce ogni volta che rimango affascinato da luci, colori, atmosfere e sensazioni, mai come questa volta, piacevolmente familiari.

  Falling in love with Palermo.
   Leaving a foggy Bologna, 2 degrees above freezing, and winding up in
   Palermo where it’s about 20°, sunny with blue sky is a
   great way to start… then if you add the fact that it was my first
   trip to this Sicilian city for over twelve years, I was rather
   excited!
   In a Palermo with very clear contrasts, I once again lost myself amid
   the alleyways of Kalsa, trying to get back to the church of Madonna
   dello Spasimo (pictured); I recognised the shouts of the Capo street
   sellers and shared the pleasant indulgence (his words) of an old man
   sitting in the sun to have a chat.
   The best moment was the trip to Monreale to pay a visit to the
   workshop of Giosuè Cangemi, my mosaic “maestro”. We
   again explored the differences and possible ways of combining
   paintings and mosaics. Generous as always, he dispensed his useful
   advice on materials and techniques, like a true expert.
   A side effect of this visit to Sicily, apart from a few extra kilos
   due to the traditional Sicilian desserts, “cannoli”, and
   rice balls, was that I came back with a yearning for Sicily, similar
   to the “mal d’Afrique” that hits me every time I
   am attracted by lights, colours, atmospheres and sensations, never so
   pleasantly familiar as on this visit.

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5 Commenti a “Innamorarsi di Palermo”

  1. mi sentu “nturdunuto” dalla nostalgia per la mia terra, grazie per averla descritta con queste meravigliose parole.

  2. Vorrei conttatarmi con il maestro Cangemi di Monreale, sono di Villa María, Córdoba, Argentina.

  3. Io lo chiamo mal d’isola.Ne soffro da parecchio.Quei colori, quegli odori così penetranti sono nella mia carne…L’assurdo è che non ci sono neppure nata, ma l’amo.

  4. Potresti venire a stare da noi?!?! che ne dici?!?!

  5. Non accettiamo inviti dagli sconosciuti :)
    Lasciando stare l’ironia, insieme a mia moglie, stiamo davvero pensando che, tra qualche anno, potremo davvero trasferirci nella vostra splendida terra!

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